sabato 7 aprile 2012

Itri(LT),Corso E.C.G. AVANZATO

E.C.G. AVANZATO 
Lo scopo del corso è di fornire al partecipante gli elementi fondamentali per interpretare l'ECG ed a chi già conosce l'elettrocardiografia di base, offrire spunti di approfondimento della materia.
Alla sessione teorica seguono spazi dedicati all’applicazione pratica su tracciati ECG.
Il programma prevede un percorso organico che parte dall’analisi dell'ECG normale fino alla valutazione delle principali alterazioni elettrocardiografiche, e relativo trattamento. 
Target del corso: Alla fine delle ore di formazione il partecipante deve essere a conoscenza dell’elettrofisiologia cardiaca,interpretare le varie derivazioni dell’elettrocardiogramma, saper distinguere una traccia elettrocardiografica fisiologica sinusale dalle principali e più comuni aritmie.
Il corso è finalizzato all’acquisizione di conoscenze avanzate di elettrocardiografia ed allo sviluppo di competenze per saper identificare tempestivamente situazioni critiche ed attivare interventi rapidi e sicuri
Il corso di formazione ha come obiettivi specifici, fare acquisire la capacità di comprendere il significato della traccia elettrocardiografica normale e di interpretare quindi,in termini fisiopatologici le eventuali modificazioni.
Saranno fornite quindi le conoscenze tecniche e pratiche per il riconoscimento dei principali gruppi di patologie cardiovascolari evidenziabili con l’e.c.g. 
Il corso ha inizio alle ore 8.30 e termina alle ore 17,30. 
Il modulo didattico ha una durata di otto ore ( dalle ore 8,30 alle 17,30 ) con mezzora per il la colazione e mezzora per il pranzo. 
Il corso si terrà il giorno 17 Aprile 2012 presso la Sede della Pubblica Assistenza Sud Pontino ubicata in Itri (Lt) in Via Santa Apollonia n°55….il costo del corso è di 35 euro per gli Infermieri e Medici e 25 euro Studenti in Infermieristica. 
N.B. è POSSIBILE PARTECIPARE AL CORSO AVANZATO DOPO AVER FREQUENTATO IL CORSO BASICO 
La quota d’iscrizione può essere bonificata sul c/c avente IBAN N°
IT34 X030 6973 9811 0000 0002 841  …intestato alla Pubblica Assistenza Sud Pontino..…nella causale specificare il Cognome Nome e Qualifica del partecipante 
La quota d’iscrizione comprende: 
1)   8 ore di formazione
2)   Colazione e pranzo
3)   Attestato di partecipazione 
 

Corso OPERATORE TECNICO SUBACQUEO SPECIALIZZATO (vedi tirrenocronaca)

Corso OPERATORE TECNICO SUBACQUEO SPECIALIZZATO

Corsi liberi (autofinanziati) per (http://www.cedifop.it/OTS.htm):
O.T.S. OPERATORE TECNICO SUBACQUEO SPECIALIZZATO
(Valido per l'iscrizione al Registro Sommozzatori presso una Capitaneria di Porto, per il rilascio del Libretto di Ricognizione (ITALIA - D.M. 1979 e DM 1982), con riconoscimento HSE (U.K.) per SCUBA and SURFACE SUPPLIED). 
  • 2° corso 2012 - periodo: settembre/dicembre 2012 (durata 480 ore - 20 posti) Corso aperto a tutti gli interessati (anche lavoratori), a prescindere dalla nazionalità, residenza o stato occupazionale,  in possesso dei requisiti base per l'accesso al corso. Prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento dei posti disponibili. Per informazioni:    338.3756051 - 338.7386977- 091.426935

domenica 25 marzo 2012

COME CAMBIA LA PESCA IN EUROPA

COME CAMBIA LA PESCA IN EUROPA
A cura del dottor Erminio Di Nora
I governi europei, riuniti nel Consiglio Ue, stanno discutendo una nuova riforma della pesca sulla base di una nuova proposta della Commissione.
L’intervento è ritenuto “urgente” semplicemente perché da anni i pescherecci catturano una quantità di pesce superiore a quella che può essere ricostituita, esaurendo così i singoli stock ittici e mettendo in pericolo l’ecosistema marino. Attualmente, tre specie su quattro sono sovrasfruttate: l’82% degli stock del Mediterraneo e il 63% dell’Atlantico.
Il settore registra pertanto una diminuzione delle catture e ha di fronte un incerto futuro.
L’obiettivo è la sostenibilità delle quote di cattura per specie attribuite ai singoli stati entro il 2015. Questo vuol dire garantire la riproduzione degli stock e cercare di assicurare una redditività di lungo periodo, ovvero arrivare a una gestione accertata dei volumi.
Il primo passo cruciale è il divieto dei rigetti in mare che, si calcola, costituiscono il 23% delle catture totali . Questa pratica verrà eliminata secondo un calendario inequivocabile e con un accompagnamento finanziario. I pescatori avranno l’obbligo di sbarcare tutte le specie commerciali che catturano. I pesci sottotaglia non potranno essere venduti per il consumo umano. Dal 2013 tutto il pescato dovrò essere portato a terra e contato per le quote.
i è responsabile delle ispezioni?
I pescherecci devono essere in grado di fornire una documentazione completa di tutte le attività (trasformazione compresa) in modo da consentire il monitoraggio dell’obbligo di sbarcare tutte le catture, e quindi le catture sono di competenza degli Stati.
Attualmente i «piccoli» privati costituiscono il 77%per numero di imbarcazioni, ma solo l’8% in termini di stazza (dimensione delle navi) e il 32% in termini di potenza motrice. Il resto sono grandi pescherecci.
Dal 2014 si vuole un sistema di quote di cattura trasferibili attribuite alle imbarcazioni oltre i 12 metri. Le concessioni saranno ripartite dalle capitali con «modalità trasparenti» e comuni. Esse daranno diritto una fetta percentuale delle capacità nazionali, una sorta di licenza quantitativa per 15 anni, che gli operatori avranno facoltà di affittare o scambiare a livello nazionale. Si verrà insomma a creare un mercato delle quote a metà fra quello delle licenze dei tassisti e quello dei contratti di sfruttamento delle miniere. Il timore è che i pesci grandi possano mangiare i pesci piccoli.
La situazione in Italia
La nostra pesca è ancora piuttosto artigianale. Questo impedisce di guadagnare sui grandi volumi, come fanno Spagna e Francia, ma consente di puntare sulla qualità. Eppure le cose non vanno bene. Secondo il Wwf, la nostra pesca artigianale va meglio tutelata in quanto impiega il 50% delle braccia italiane; sono circa 14 mila persone con un giro di affari di circa 276 milioni all’anno di ricavi. Il problema è che le risorse hanno subito un declino, il 29% in meno di pescato annuale con una riduzione del reddito del 19%. Infine l’incremento delle spese dei carburanti (18%in sei anni), ha inciso sull’economia della pesca artigianale. Le nuove norme entrano in vigore dopo che il Consiglio (cioè i governi) e il Parlamento Ue si saranno pronunciati. L’attuazione sarà progressiva, secondo un calendario che precisa le varie scadenze. Il termine primo auspicato per l’entrata in vigore delle nuove norme è il gennaio 2013.
L’azione dell’Europa è efficace : il caso degli squali
Proprio in questi giorni il Consiglio ha finalmente messo al bando la pratica di pescare gli squali, tagliar loro la penna (prelibata per molti) e “buttarli” a morire in mare. Sinora c’erano delle esenzioni che hanno portato lo squalo a un passo dall’estinzione. Adesso non sarà più permesso a nessuno.
Detto questo, ci si chiede : come può una Regione prendere impegni in sede comunitaria nei confronti dei pescatori in un periodo così complesso e legato a ristrettezze socio-economiche imposte dalla stessa UE?  Come può farlo un parlamentare europeo? Va bene che siamo in prossimità delle elezioni, ma non possiamo prendere in giro chi vive sul mare e per il mare, spesso in condizioni familiari ed economiche difficili.

sabato 24 marzo 2012

MINTURNO(lt),INIZIATIVE per Minturno

Una Nuova Vita Insieme per Minturno

Tutte le Vite sono tra loro collegate da un unico filo conduttore : l'anima, sorgente di sentimenti  e di emozioni.
Con questo spirito un Comitato Civico Cittadino si è  unito a un'aggregazione di giovani che hanno deciso di ri-generare il  motore che spinge la classe politica minturnese. 
Ognuno farà la sua  parte, progettuale, programmatica, ma soprattutto sociale, diretta a recepire e trasmettere le istanze della gente.
Siamo disponibili e pronti a suggerimenti e confronti con quanti desiderano perseguire un obiettivo comune.
Insieme per dire :
No all'omertà e  No all'indifferenza.

martedì 20 marzo 2012

LO SVILUPPO DEI GAC A MINTURNO

LO SVILUPPO DEI GAC A MINTURNO    -  INDIVIDUAZIONE DI UN MODELLO PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE PER LA GESTIONE INTEGRATA DELL’AMBIENTE E DELLA PESCA

                                                                            a cura del dott. Erminio Di Nora
                                                                                  www.erminiodinora.com
1. Premessa
La fascia costiera riveste un ruolo di estrema importanza per la moltitudine di fenomeni biologici che la caratterizzano e per la pressione antropica a cui è sottoposta, sia direttamente che indirettamente ( fiume Garigliano, scarichi a mare, inquinamento biologico ).
 La crescente antropizzazione delle coste, l’estensione dell’agricoltura e delle zootecnie intensive, il processo di industrializzazione progressiva, il forte sviluppo delle attività turistiche, l'erosione delle coste, l'irrazionale sfruttamento delle risorse, sono tutti processi che alterano l'equilibrio della fascia costiera.
Inoltre l’ambiente costiero riveste una notevole importanza anche dal punto di vista socio-economico e da quello sanitario, in quanto vi si svolgono una gran numero di attività (industria, pesca, acquacoltura, turismo balneare e nautico, portualità, ecc.) che entrano spesso in conflitto tra loro, comportando talora gravi ripercussioni nei settori di volta in volta interessati.
Gestire la fascia costiera, nell'ottica dello sviluppo sostenibile, vuol dire armonizzare l'integrità dell'ecosistema con i processi e le attività economiche che insistono nelle zone marine costiere, e gestire situazioni conflittuali che nascono dalla sovrapposizione di interessi economici ed ecologici con caratteristiche spesso antitetiche.
Ciò richiede un approccio e una formazione multidisciplinare, ma soprattutto un rapporto uomo-mare che trovi il giusto equilibrio tra le diverse esigenze umane e la conservazione ambientale.
Lo sviluppo passa quindi attraverso un coordinamento socio-politico che deve vedere una stretta collaborazione con le Forze di Polizia, e nel caso specifico, affidando il coordinamento, come previsto dalle norme, alla Guardia Costiera, con opere di prevenzione e di educazione ambientale.
Un corretto programma di organizzazione del territorio applica le leggi cardine dell’ecologia moderna e soprattutto realizza il principio della contiguità nel mosaico territoriale di fasce soggette allo sfruttamento delle risorse e di zone coperte da tutela.
Oggi sta crescendo la determinazione che un buon uso di tale spazio vitale non può che discendere da un approccio “integrato”.
L’approccio integrato nella gestione è un tentativo di generare relazioni corrette tra le parti, escludendo quelle attività che causano più danni che reali benefici.
In questo scenario complesso, la pesca, la produzione ittica, il buon mantenimento degli approdi, la garanzia di un punto di attracco sicuro, il pescaturismo e l’ittiturismo, l’utilizzo organico delle aree parco, l’inserimento dei pescatori negli organismi di gestione della costa, la sbrurocratizzazione, giocano un ruolo centrale nell’ambito della fascia costiera, che vanno dal sovrasfruttamento alle modificate condizioni degli ecosistemi costieri.
Nel mondo della pesca va sempre più diffondendosi la consapevolezza che si tratta di un’attività soggetta non solo a regole economiche, ma soprattutto a regole ecologiche e che la prosperità delle imprese dipende dallo “stato di salute” e dalla disponibilità della risorsa.
Questa “regola” oggi viene maggiormente compresa dal mondo della pesca, ma ancora non molto dal “turismo predatorio”.
Una moderna gestione della fascia costiera deve infatti passare attraverso una saggia politica di conservazione delle risorse e del loro ambiente.
La "gestione" della fascia costiera in aree complesse come il Golfo di Gaeta appare un’esigenza sempre più pressante ed impellente; sebbene essa sia da più parti, richiesta ed auspicata, raramente si è provveduto ad attivare azioni concertate mirate ad un razionale utilizzo delle risorse e delle potenzialità della fascia costiera e ad una autoregolamentazione da parte degli operatori del comparto marino.
Una corretta gestione della fascia costiera può essere quindi realizzata solo possedendo il maggior numero di informazioni sulle varie componenti che interagiscono con essa e tra loro, ovvero sulla pesca, sullo stato delle acque, sul grado di antropizzazione della costa, sulla bionomia dei fondali, sulle fonti inquinanti, sulle zone protette, sugli strumenti urbanistici, sull’impatto del turismo e sulla maricoltura eventualmente praticata.
A fronte di questo stato, il presente progetto ha come fine ultimo quello di proporre per un significativo tratto costiero, un sistema di gestione integrato della fascia costiera che possa favorire una razionalizzazione delle attività presenti per renderle compatibili con le esigenze della collettività locale, soprattutto valorizzando il Comune di Minturno e le sue bellezze attraverso il binomio mare-collina, e facendo in modo che coloro i quali desiderano optare per risiedere in questo Comune, abbiano a disposizione tutti i servizi per prendere anche la via del mare.
Non si può quindi prescindere dal ripristino della foce del fiume Garigliano, chiedendo al Ministero degli Interni un presidio delle Forze di Polizia presso lo stesso sito, valorizzando la portualità fluviale e i servizi connessi.
Anche se si tratta di un’area che ha un grande valore storico-culturale, la foce è stata oggetto di incidenti e di continui dragaggi per favorirne la navigabilità.
Ricordiamo infatti che i pescatori, non avendo Minturno un attracco protetto, sono costretti ad ormeggiare sul lungofiume, un’area per lo più abbandonata e soggetta anche a scorribande di vario genere.  Le giornate di pesca (lavoro ) sono quindi ridotte notevolmente, e questo non aiuta i giovani ad avvicinarsi a un mestiere che ha visto Minturno colonizzare anche il nord della Regione Lazio.
2. Area di interesse
Il tratto costiero oggetto di questa attività è quello compreso tra la foce del fiume e l’area che rientra nel Parco della Riviera di Ulisse. La fascia costiera presenta una varietà di ambienti, dai fondali sabbiosi, con presenza di posidonia a fondali rocciosi e ambienti sconnessi e pericolanti ( Monte d’Argento ).
Proprio queste caratteristiche hanno determinato la forte vocazione turistica delle aree in questione con conseguente densa urbanizzazione, usata solo stagionalmente, che determina una fascia costiera a terra edificata quasi senza soluzione di continuità..

mercoledì 14 marzo 2012

Commissaria europea alla pesca Maria Damanaki

La Commissaria europea alla pesca Maria Damanaki
In Italia il 15 e  il 16 marzo
La  commissaria incontrerà il Ministro per le Politiche Agricole, Alimentari e della Pesca, Mario Catania, e parteciperà ai lavori delle commissioni competenti di Camera e Senato.
Nella giornata del 16 incontrerà i rappresentanti delle organizzazioni del settore. Il ministro italiano e' particolarmente impegnato nel dibattito sulla riforma, pronto a portare il suo contributo, e la commissaria conta su questo impegno essendo l'Italia il più importante Paese che opera nel Mediterraneo.
Catania ha già incontrato la commissaria Damanaki a inizio gennaio a Bruxelles e, in quell'occasione, il Ministro ha detto che l'Italia e' favorevole alle linee di fondo della riforma che la Commissione ha proposto, ma che ancora restano da chiarire le modalità d'applicazione alla pesca nel Mediterraneo, pesca che e' gestita con regole diverse da quelle valide ad esempio nell'Atlantico.
Basti pensare alla pesca del tonno rosso per cui non esistono quote annuali di produzione.
Da mesi si susseguono le riunioni a livello tecnico nell'ambito dei gruppi specifici al Consiglio Ue che permettono di fare un gran lavoro di comprensione della proposta in modo da chiarirne l'applicazione e le modalità, mentre i ministri si potranno concentrare sui punti più controversi.
Due punti fondamentali sono: quello relativo alle concessioni di pesca trasferibili, e il divieto di rigetto delle catture in mare.
Su queste due proposte l'Italia ha fatto un'apertura di credito, si tratta pero' ora di vedere come si possono adattare al Mediterraneo. Una delle preoccupazioni del ministro per le politica agricole, alimentari e della pesca, Mario Catania, e' che ci possa essere un processo di concentrazione dei diritti su un numero ristretto di operatori, mentre l'Italia, come del resto la Commissione europea, guarda attentamente alle esigenze della piccola pesca costiera. E gli altri sistemi di pesca???
Chiediamo ai “nostri” Parlamentari di argomentare le esigenze della categoria TUTTA, anche in virtù delle relazioni provenienti dalla Provincia di Latina, e in particolare dal Compartimento Marittimo di Gaeta.
Si tratta di una questione di sopravvivenza anche per i pescatori, e non solo per i pesci, di un compromesso utile alla conservazione delle risorse ittiche e al riconoscimento di alcuni ammortizzatori sociali ( es. lavoro usurante ) che possono contribuire a mantenere i livelli occupazionali.
                                                                                                   dott. Erminio Di Nora